CARI GENITORI!

ffidarci i vostri figli, anche solo per poche ore alla settimana, è per noi un gesto di grande valore. Non è mai qualcosa di scontato. È fiducia. È apertura. È, in qualche modo, un piccolo atto d’amore verso il loro cammino di crescita. E per questo vi siamo profondamente grati.

Cari genitori,

alla vigilia di questo nostro incontro, sento il desiderio sincero di rivolgervi un pensiero che nasce dal cuore.

Affidarci i vostri figli, anche solo per poche ore alla settimana, è per noi un gesto di grande valore. Non è mai qualcosa di scontato. È fiducia. È apertura. È, in qualche modo, un piccolo atto d’amore verso il loro cammino di crescita. E per questo vi siamo profondamente grati.

La Capoeira, forse, agli occhi di molti può apparire come qualcosa di leggero, quasi un contorno rispetto ad altri sport più “definiti”, più legati all’idea di vittoria o sconfitta. E comprendiamo questo sguardo, perché viviamo tutti dentro un mondo che spesso misura il valore con il risultato.

Ma è proprio qui che sentiamo il bisogno di condividere con voi una riflessione importante.

Il fatto che la Capoeira non abbia una gara, non può — e non deve — renderla qualcosa di secondario. Questo è un paradigma che merita di essere messo in discussione. Perché ridurre il valore di un’attività alla presenza di una competizione significa perdere di vista ciò che davvero forma una persona.

Il valore non nasce dalla vittoria o dalla sconfitta.

Nasce dall’impegno.

Se così non fosse, allora nessuno di noi, da adulto, sceglierebbe mai di iniziare qualcosa di nuovo. Non inizieremmo un corso di yoga, né di pilates, né ci metteremmo in gioco in nuove esperienze, relazioni o percorsi. Perché la verità è semplice: nessuno diventerà mai “il massimo esponente” di tutto ciò che fa.

E non è questo il punto.

Non si è il massimo esponente del proprio lavoro, né dell’amicizia, né della propria crescita. Ciò che ci definisce è quanto cuore mettiamo in ciò che facciamo. È la qualità dell’impegno. È la gioia che siamo capaci di trarne.

Oggi, però, ci troviamo davanti a una realtà ancora più delicata.

I bambini vivono giornate piene, spesso colme di attività una dopo l’altra. Non hanno più il tempo di annoiarsi, di fermarsi, di ascoltarsi. E in questo ritmo serrato, quando il tempo sembra non bastare, accade che alcune scelte vengano fatte in modo automatico: si taglia una lezione di Capoeira per andare a calcio, o a basket, o verso ciò che in quel momento appare più “prioritario”.

Non è un’accusa, ma un invito alla consapevolezza.

Perché anche queste poche ore, anche una sola volta alla settimana, hanno un valore profondo. E ancora di più lo hanno momenti come questo evento, che non nasce all’improvviso, ma è stato pensato, costruito e atteso nel tempo. Una data che esiste da un anno, e che merita di essere vissuta con presenza, non con fretta.

La fretta svuota l’esperienza.

La presenza, invece, la riempie di significato.

La Capoeira è uno spazio in cui i bambini possono sperimentare senza la pressione del risultato, dove possono sbagliare senza paura, crescere senza il peso del giudizio, e imparare che il valore di ciò che fanno non dipende da un podio, ma da come scelgono di esserci.

Ma la crescita non ha fretta.

Ha bisogno di tempo. Di attenzione. Di continuità. E ha bisogno anche di voi.

Quando un bambino sente che ciò che fa è importante anche per i suoi genitori, allora quel seme attecchisce davvero.

Il nostro invito, quindi, è semplice: rallentiamo insieme.

Diamo valore a questi momenti. Proteggiamoli. Viviamoli fino in fondo.

Noi continueremo a fare la nostra parte, con dedizione e passione. Ma è solo insieme a voi che questo percorso può diventare davvero completo.

Grazie, ancora, per la fiducia che ci donate.

Con stima Cmg

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