SAPERE NOZIONISTICO

La conoscenza che trasforma è un'altra cosa. È quella che viene assimilata attraverso l'esperienza, la riflessione e la presa di coscienza. Non si limita a fornire risposte: cambia il modo in cui osserviamo la realtà. Diventa parte di noi.

Non preoccuparti troppo di piacere alle persone. Preoccupati piuttosto di essere trattato come meriti.
Piacere è qualcosa di fragile e spesso dipende da circostanze che possono cambiare da un momento all'altro. Si può piacere per convenienza, perché si assecondano le aspettative degli altri, perché si condividono interessi comuni o semplicemente perché tutto sta andando bene. A volte ciò che viene scambiato per stima o amicizia è soltanto un equilibrio di reciproche convenienze e formalità sociali.
Essere trattati con rispetto è un'altra cosa. Non dipende dalla simpatia, ma dal riconoscimento del valore. Anche una persona che non prova particolare affinità nei tuoi confronti, se possiede onestà e maturità, saprà riconoscere ciò che sei, ciò che fai e il contributo che porti. Potrà non condividere le tue idee, non cercare la tua compagnia e perfino non apprezzarti particolarmente, ma continuerà a trattarti con correttezza e dignità.
Questo principio vale in ogni ambito della vita e diventa ancora più importante per chi ha il compito di guidare altre persone. Un insegnante, un educatore, un allenatore non dovrebbe mai cadere nell'errore di trattare gli allievi in funzione di quanto gli stanno simpatici. Dovrebbe invece imparare a riconoscere il loro impegno, il loro percorso, il loro contributo umano e tecnico, valorizzandoli per ciò che sono e per ciò che offrono alla comunità.
Trattare le persone in modo equo è un dovere. Favorire chi ci piace e trascurare chi ci piace meno significa lasciare che le preferenze personali prendano il posto della giustizia. E quando questo accade, si smette di educare e si inizia semplicemente a scegliere.
Ma c'è un aspetto ancora più profondo.
I cambiamenti autentici non nascono dalle supposizioni, dalle congetture o dall'accumulo di nozioni. Nascono dalla consapevolezza. Un sapere puramente nozionistico può bastare per ottenere qualche minuto di gloria in una discussione ,in un confronto fugace oppure in un gioco a premi televisivo. Può farci apparire preparati, intelligenti o colti. Ma spesso rimane confinato alla superficie.
La conoscenza che trasforma è un'altra cosa. È quella che viene assimilata attraverso l'esperienza, la riflessione e la presa di coscienza. Non si limita a fornire risposte: cambia il modo in cui osserviamo la realtà. Diventa parte di noi.
Quando una comprensione è realmente interiorizzata, non ci aiuta soltanto a cambiare. Ci aiuta anche a riconoscere il cambiamento, a percepirne i segnali, a intuire possibilità che altri ancora non riescono a vedere. Ci permette di cogliere sfumature che sfuggono a chi non ha ancora vissuto determinate esperienze o non ha ancora sviluppato quella stessa consapevolezza.
Non si tratta di sentirsi migliori degli altri. Si tratta di comprendere che esistono percorsi che possono essere spiegati con le parole e percorsi che possono essere compresi soltanto attraversandoli. Ci sono trasformazioni che non possono essere insegnate come una formula, perché appartengono al mondo dell'esperienza vissuta.
Per questo la conoscenza più preziosa non è quella che ci rende capaci di parlare meglio, ma quella che ci rende capaci di vedere meglio. Non quella che ci permette di vincere una discussione, ma quella che ci aiuta a vincere contro i nostri limiti. Non quella che ci fa apparire più saggi agli occhi degli altri, ma quella che ci permette di diventare persone diverse rispetto a ciò che eravamo prima.
E forse è proprio qui che risiede la vera crescita: nel saper riconoscere il valore delle persone al di là delle simpatie personali e nel lasciare che la consapevolezza trasformi non soltanto ciò che sappiamo, ma soprattutto ciò che siamo.
CmG